Il Molino di Arlanch

 

                                                            

   Il torrente Leno e i suoi affluenti hanno da sempre costituito la fonte energetica per il funzionamento dei molini, delle segherie e delle fucine.
   All'inizio del XX secolo, da Camposilvano a Spino, erano presenti undici molini. Il "molino di Arlanch" è l'unico tipico esemplare appartenuto alla Civiltà Contadina della Vallarsa. Esso conserva inalterata la struttura idonea allo sfruttamento dell’energia idrica per la macinazione dei cereali prodotti nella Valle.
   
E' la testimonianza dell'ingegno e della tecnologia che nel corso dei secoli si sono sempre più perfezionati, anche nei minimi particolari, impiegando le conoscenze, le risorse tecniche e i materiali disponibili, al fine di rendere sempre meno faticosa       l'opera dell'uomo.

 

 

 

Sulla chiave di volta dell’arco in pietra del portone è riportata la data 1768.
Su una mola è inciso "1830" e su un perno di legno è scolpito "1896".

 

 

L’acqua raccolta a monte, viene condotta da una canaletta alle ruote in legno che vengono fatte girare per trasmettere il movimento di rotazione all'interno.
I macchinari (tramoggia, mole, buratto e ventilabro) vengono mossi tramite gli ingranaggi e le pulegge. La produzione giornaliera è di circa due quintali (frumento, granoturco, grano saraceno, orzo). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La famiglia Arlanch è proprietaria del manufatto fin dalla sua costruzione.
Il molino ha lavorato fino al 1962.

Nel maggio del 2015 il molino è stato restaurato e così è tornato a funzionare.
E' una sezione del Museo Etnografico e fa parte dell'offerta culturale del Museo.